December 08
Bagnare di nuovo queste gambe nude.
Graffiarsi di nuovo la pelle per venirti a cercare.
Stare attenta al fruscio dei miei passi per non perdere il suono
dei tuoi.
Sedersi qui, su questa pietra fredda, e aspettare…
Aspettare come una volta, aspettare ancora una volta, aspettare
forse per l’ultima volta.
Fa freddo,faceva freddo anche allora, ma non me ne curavo.
Ora piove, e sento quest’acqua pungere di ghiaccio sulle mani come
mai in tutta la mia vita.
Aspetto ancora..non arrivi…e un cappellino e una sciarpa di lana
non riusciranno questa volta a scaldarti, questo guanti non potranno più darti
calore.
Eppure aspetto…ti chiamo, ancora una volta…
Perché senza salutarmi?
Lo sapevi che chiedevo a Dio di proteggerti…non lo sentivi quando
lo sussurravo al cielo stringendoti più forte come in una convulsione disperata?
Aspetto ancora, prima o poi quest’acqua finirà, e io non potrò far
altro che togliermi le mani dalla testa e stringermele nelle tasche del
cappotto.
Due ragazzini mi guardano, ridono, e se ne vanno.
…una figura nera che aspetta su una pietra bagnata, chiama, e si
guarda intorno.
Ma non verrà nessuno, non questa sera, non per me.
Tornerò a leggere i miei libri, tornerò a stringere fra le mani una
camomilla bollente,tornerò a guardare le luci su quel balcone convincendomi che
siano li ad aiutarmi.
Ora come un anno fa…
Aspetto.
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